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Grow Box – Fenomeno in crescita


L’evoluzione della tecnologia sta favorendo una silenziosa rivoluzione verde dell’auto-sostentamento in incognito.

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Stanno letteralmente spopolando, alcuni assomigliano ai guardaroba in tessuto, altri sono costruiti con materiali più solidi, o sono ricavati
direttamente da qualche vecchio armadio di legno, e vengono comunemente chiamati Grow Box.
Le scatole (box) per coltivare (grow), cioè mini serre dove è possibile coltivare in privato le proprie piantine.
Non stiamo parlando di piantagioni in stile industriale, con centinaia di piante e consumi spropositati di energia elettrica.
Sono semplicemente piccole coltivazioni destinate all’uso personale. Quelle che per le forze dell’ordine sono praticamente impossibili da rintracciare tramite le fatture dell’azienda elettrica. L’unico rischio risiede negli odori, che si possono comunque ridurre utilizzando filtri adeguati.

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Naturalmente richiedono un piccolo investimento iniziale, un impegno costante e quotidiano, e un minimo di riservatezza.
L’attrezzatura necessaria per allestire la mini serra, cioè dalla struttura alle lampade, ai filtri, ventilatori, ecc.. si possono trovare facilmente in commercio, perché ci puoi coltivare qualsiasi verdura.

Ultimamente è apparso anche un articolo su Tio (Ticino Online), con intervista ad un coltivatore, e le considerazioni della Polizia.

Costruirsi una piantagione casalinga di canapa?
Nulla di più facile.

“Una buona Grow Box con una lampada da 400 W si può avere a partire da 500 franchi – sostiene Frank, un piccolo coltivatore –. Però dipende. Una lampada LED di ultima generazione costa 1’600 franchi”.

Poco spazio, tanta resa.
“In 1/2 metro quadro puoi far crescere almeno sei piante, vale a dire un paio di etti di prodotto finito in quattro mesi, poi varia. Se a uno, per esempio, piace la sativa a lunga fioritura, tira fuori molto meno (60/70 grammi)”.
Diciamo però che non è roba da spacciatori: “Difficile trovare erba coltivata così sul mercato nero: chi la coltiva se la fuma e non la vende”.

Ma la spesa vale veramente l’impresa?
“Il costo dell’elettricità è diventato irrisorio da quando ci sono le lampade led, ma anche con una lampada al sodio da 400 W , per mezzo metro quadro si spende circa un franco al giorno. Aggiungiamo trenta franchi di concimi, terra e prodotti vari, e cento di talee (o semi) e il grammo ci costa 1,25”.

E i controlli?
Qualcosa potrebbe insospettire la polizia, magari l’odore o il grosso consumo di energia. Ma così non è a quanto sembra:
“Il consumo energetico di una sola lampada non si nota e senza troppi problemi si può avere abbastanza energia per soddisfare il proprio consumo, evitando le insidie del mercato nero. In più c’è la qualità! Con un minimo di pratica si fuma un prodotto di buona qualità non manipolato. È un grande impegno, l’erba va curata, ma ne vale la pena”.

Fenomeno in aumento ma non quantificabile
“Il fenomeno è conosciuto – ci dicono dalla polizia cantonale –. Sappiamo che sempre più persone coltivano il loro piccolo “orto“. È difficile però quantificare quante sono e dove si trovano”.

[fonte Tio]

Questo dimostra che molti consumatori di cannabis sono consapevoli dei rischi legati all’acquisto, della scarsa qualità della marijuana che si trova nel mercato nero, e hanno detto basta. Con un po’ di impegno si ottiene un prodotto sicuro di qualità, e in quantità sufficienti per l’uso personale.
Tuttavia la legge proibisce un comportamento responsabile di auto-sostentamento che preserva la salute individuale, purtroppo anche la coltivazione personale è tutt’ora illegale.

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