CannabisTi, Cannabis, Ticino,

Cannabis contaminata


È stata verificata la presenza di sostanze da taglio, diluenti, contaminazioni da pesticidi, muffe, funghi, batteri e metalli pesanti.
Per far questo sono stati raccolti 150 campioni (marijuana e hashish) sequestrati nel corso del 2014. Si tratta di un’indagine preliminare commissionata dall’Ufficio federale della sanità pubblica al Gruppo di lavoro di chimica forense della Società svizzera di medicina legale. La persona responsabile dello studio è il Dr. Werner Bernhard, chimico e tossicologo forense dell’Istituto di medicina legale di Berna”. 

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Mercato nero di cannabis contaminata

È stata verificata la presenza di numerose contaminazioni. Sono le affermazioni della dottoressa Maria Teresa Pinorini, tossicologa forense e responsabile dei laboratori dell’Istituto alpino di chimica e di tossicologia che ha indagato sulla qualità dei prodotti derivati dalla cannabis presenti sul mercato illegale svizzero.

Cannabis contaminata da muffe e pesticidi -L’erba del vicino non sembra essere affatto più verde ma piena di sostanze pericolose. «Sono stati ricercati in particolare, per quanto riguarda i micro organismi, muffe, funghi e batteri. Nel 91% (!) dei casi è stata rilevata una contaminazione importante.
L’utilizzo di cannabis per uso medico in questo caso è esclusa visto che non si raggiunge la qualità minima richiesta per un prodotto farmaceutico da inalazione.
L’8% dei campioni (principalmente provenienti da coltivazioni indoor) era inoltre contaminato da pesticidi (fungicidi e insetticidi)».

Erba o metallo pesante? – «È stato osservato un elevato contenuto di metalli pesanti – sostiene la dottoressa Pinorini –. In alcuni campioni provenienti dal mercato illecito ticinese (verosimilmente di origine albanese) sono state rilevate concentrazioni importanti di alluminio, ferro, bario, cromo, cesio, cobalto e bismuto».
Dati preoccupanti anche perché il consumatore non ha vie d’uscita: o si rivolge al mercato nero con i rischi che ne conseguono o smette di fumare.

Di diluenti non v’è traccia… o quasi – “I diluenti sono sostanze non psicoattive che vengono aggiunte per aumentare il peso del campione, per diluire letteralmente la merce. Con la cocaina e l’eroina è un fenomeno conosciuto, con la canapa meno ma… succede. Si possono trovare vari diluenti mescolati alla canapa come ad esempio: sali, perle di vetro, talco, sabbia, particelle di metallo. Anche in questo caso in nessun campione si sono trovati veri e propri diluenti.
In un campione proveniente dal mercato illecito ticinese sono state rilevate particelle contenenti ferro”.

Canapa “tagliata”? Non sia mai – “Le sostanze da taglio sono di regola sostanze psicoattive: sostanze stupefacenti, farmaci o nuove sostanze come i cannabinoidi sintetici. In nessuno dei 150 campioni è stata però rilevata la presenza di sostanze da taglio”.

Salute pubblica a rischio – “Nella letteratura scientifica ci sono chiare indicazioni sui danni alla salute derivanti dal consumo di prodotti derivati dalla cannabis contaminati da pesticidi, funghi, batteri e metalli pesanti. Danni immediati (senso di malessere, mal di testa, vomito, …) e danni a lungo termine (in particolare sui sistemi nervoso e immunitario e sulle vie respiratorie).
Questi dati preliminari mettono in luce aspetti di salute pubblica importanti dei quali L’Ufficio federale di salute pubblica dovrà tenere conto per legiferare in materia di protezione della gioventù, di regolamentazione della cannabis o dell’utilizzo della cannabis in ambito medico. Questo studio verrà verosimilmente esteso ad un numero maggiore di campioni”.

“Questa è la situazione ufficiale.

Ufficiosamente però, almeno in Ticino, si sta vivendo un’interessante esperienza di riduzione del danno.
Nel nostro cantone, infatti, ci sono consumatori sperimentati che prestano assistenza a chi si appresta a comperare ingenti quantitativi di sostanze da rivendere o, più spesso, a chi acquista quantitativi sufficientemente grandi a coprire il proprio consumo abituale per un mese o più. Alcuni sono specializzati nel campo delle droghe sintetiche altri in quello degli oppiacei, molti si occupano di cocaina. Il nostro interlocutore si occupa di cannabis.

Pratica illegale, ma… – «Da me arriva di tutto – sostiene Franco (nome di fantasia) – dal ragazzino con un cimino a quello che vuole prendere una quantità maggiore per poi rivenderla». La pratica è illegale, il nostro interlocutore viola palesemente la legge.
Ma… c’è un ma. «Io non dico a nessuno di consumare, comperare o trafficare cannabis – sostiene –. Non faccio nulla per incrementare il mercato.
Un mercato che è ben radicato ed è totalmente fuori controllo dal punto di vista sanitario. Aspettando che la legge sia applicata e che non ci sia più cannabis in circolazione, io mi limito a dare il mio contributo affinché si possa trovare la miglior qualità di sostanza possibile.
Il giorno in cui la legge non sarà più una semplice dichiarazione d’intenti, la mia funzione non avrà più ragione d’essere.
L’alternativa è una sola: vigilare ufficialmente almeno sull’aspetto qualitativo delle sostanze».

E Franco aggiunge: “D’estate sono parecchio sollecitato. Quelli che sono riusciti a produrre hanno finito la propria merce ed è troppo caldo per coltivare sotto le lampade; in più poliziotti e doganieri continuano a sequestrare i semi e a distruggere le piccole coltivazioni.
In questo modo fanno dell’autoproduzione un vero e proprio percorso del combattente.
L’estate per i trafficanti è anche il momento ideale per vendere i fondi di magazzino. Battuta, sprayata, ammuffita, appesantita… le varietà peggiori d’estate sono le più facilmente accessibili”.

Ma cosa resta nelle tasche del nostro “esperto”? «A me non costa nulla e alcuni mi lasciano anche dell’erba da fumare. Cosa vuoi di più?». Già, cosa vuoi di più?

Fonte:
Ticinonline (cannabis contaminata)
Ticinonline (analisi ufficiose)

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1 commento su “Cannabis contaminata”

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