È giunta l’ora della legalizzazione?


«È tempo di regolamentare la cannabis»
L’introduzione sul mercato della cannabis light sta mettendo in crisi consumatori e autorità, il Partito socialista è convinto: «Servono regole e messaggi chiari»

Gettare le basi per poter sperimentare la regolamentazione di un mercato legale della Cannabis in Ticino.
È questa l’ambiziosa proposta del PS, approvata recentemente dal comitato cantonale, e che sbarcherà presto in Gran Consiglio. Lo anticipa a tio.ch/20 minuti Fabrizio Sirica, vicepresidente del partito: «La diffusione della cosiddetta “cannabis light” nel corso degli ultimi mesi, ha palesato in breve tempo tutti i limiti, le fragilità e le contraddizioni dell’attuale sistema legislativo», ci spiega. 

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Costi per lo Stato – I problemi sono infatti evidenti a tutti: «Le forze dell’ordine sono costrette a eseguire una lunga e costosa procedura d’analisi di laboratorio i cui costi, nel caso in cui venisse confermato che si tratta della sostanza legale, gravano sulle spalle dello Stato», aggiunge Sirica.
Con casi anche estremi, come quello del cittadino locarnese che, trovato in possesso di 32 grammi, è stato condannato a 3mila franchi di pena pecuniaria con la sostanza che, nel frattempo, era stata distrutta senza essere analizzata.

Cortocircuito del proibizionismo – «In questo contesto legislativo – continua Sirica – il dispendio di risorse umane ed economiche è praticamente certo e a medio termine rischia di essere insostenibile». Per non parlare dell’incertezza «a livello sociale» con cui si trovano confrontati tanto i consumatori quanto chi controlla: «Servono regole e messaggi chiari, la cannabis light ha causato un cortocircuito del sistema, ha fatto crollare il fragile castello di carta dell’attuale proibizionismo».

Milioni di franchi tolti alla criminalità – Fabrizio Sirica, membro anche del Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis (CIRCA), non vede altre soluzioni: «La regolamentazione permetterebbe di combattere veramente il mercato nero, sottraendo centinaia di milioni di franchi dalle tasche della criminalità con la possibilità di reinvestirli in progetti sociali».
E continua: «La volontà del Dipartimento della socialità e della sanità è quella di tacere e non affrontare questo tema», affonda Sirica.

Progetto pilota in Ticino – «A dicembre è anche scaduto il termine legale per rispondere a un’interrogazione promossa da Fabio Käppeli, e sottoscritta da 34 granconsiglieri, che chiedeva la posizione del Dss rispetto alla possibilità di regolamentare la sostanza».
Ecco quindi che il Ps ha deciso di prendere il toro per le corna e la prossima settimana presenterà l’atto parlamentare: «Una mozione che propone di elaborare un progetto pilota per chiedere una deroga alla Legge federale sugli stupefacenti».
Il Cantone, in sintesi, dovrebbe «istituire un gruppo di lavoro, con esperti rappresentanti di tutti i pilastri e una rappresentanza politica» che mettano sulla carta una richiesta elaborata a Berna per consentire al Ticino di istituire un mercato della cannabis sia regolamentato e legale.

Ampi consensi – «L’auspicio – aggiunge Sirica – è quello di avere sottoscrizioni da deputati provenienti da tutte le aree politiche». L’auspicio è di creare, come è avvenuto con il CIRCA, una convergenza di scopo: «Bisogna capire che non è una questione di destra o sinistra, ma di salute pubblica».

Funzionari di polizia:
«Vi è una certa frustrazione»

L’apparizione della canapa light ha creato grattacapi, e lavoro, anche a chi deve controllare.
«Sicuramente vi è una componente di frustrazione negli agenti di polizia, soprattutto quando la persona contesta la contravvenzione dando avvio alla procedura ordinaria con tutto il lavoro che ne consegue», spiega Ivano Bodino, presidente Sezione Ticino della Federazione svizzera funzionari di polizia (Fsfp).
«Il problema principale è poter testare in maniera inconfutabile e rapida il tenore del Thc». Nessuna polizia in Svizzera, infatti, dispone attualmente della tecnologia in grado di distinguere senza complicate analisi la cannabis legale da quella illegale.
«Pur comprendendo le difficoltà di ponderazione, quando viene studiata una legge bisogna considerare come si riesce ad essere incisivi senza rendere complicata la procedura e, in particolare, come mettere in condizione chi deve agire al fronte di poter effettuare i controlli».

Fonte:
Tio.ch

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